martedì 11 settembre 2012

La bambola

06 luglio 2011



















A sei anni sognavo un principe azzurro
come quello delle favole.
A otto anni sognavo un principe azzurro
che sapesse amarmi dolcemente
vedendo la mia anima e non la mia figura.
A dieci anni non sognavo più un principe,
solo un'anima dannata
che dall'inferno via mi portasse.
A dodici anni non sognavo già più
perché avevo capito che per me
non v'era speranza alcuna.
A quattordici anni iniziai a vedere
il mondo per quel che era:
nessuno fa niente per niente
e anche gli uomini
se ti tendono una mano,
t'offrono una spalla,
ti concedono un bacio
tornano sempre a riscuotere il conto.

E così ho capito d'esser malata:
malata di morte.

Ma il tempo è bastardo
e io un'ingenua,
tradita dalla vita stessa
che s'è fatta assaporare
per più forte affondare
la sua lama nel cuore.
E in tutto che ho fatto:
ho messo la vita in mano
proprio a questi uomini;
Amata e odiata,
baciata e stuprata,
accarezzata e torturata.

Un pagliaccio tra la folla
questo io sono,
Sola anche tra molti,
che tutti si voltino per ridere un po'
della folle bambina d'un circo
chiamato Realtà.

Tetra concubina della vita,
Bastarda puttana della morte,
Sudicia bambola del mondo.

Nessun commento:

Posta un commento